Robert M. Wegner: vi racconto Meekhan

(Articolo uscito in collaborazione con PoloniCult).

Robert Wegner è lo sconosciuto più famoso in Polonia. Sembra un paradosso, ma lo è solo fino a un certo punto. L’uomo che firma le copertine dei suoi libri, successo assoluto di pubblico nel comparto fantasy, con il nome di Robert M. Wegner, nella vita reale porta un altro nome e fa un lavoro normale mentre sforna i capitoli successivi della sua saga dedicata all’impero di Meekhan pubblicata in Polonia da Powergraph e i cui diritti per l’Italia sono rappresentati da Nova Books Agency.

Al di là della riservatezza dell’uomo, il Wegner scrittore è una delle stelle più brillanti del fantasy polacco per il modo in cui ha saputo allinearsi presto ai nuovi parametri del genere. Nella sua opera, dedicata all’impero di Meekhan, non c’è spazio per buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi, ma un’umanità con tutte le sue imperfezioni, dubbi, paure, e identità incerte. E sullo sfondo un mondo tratteggiato nei minimi dettagli e raccontato alla perfezione, tra battaglie, marce nella neve, banchetti e incontri misteriosi.

Come hai avuto l’idea della saga di Meekhan? Quando e in che modo sono iniziati ad apparire i personaggi, i luoghi e le atmosfere dell’enorme impero che hai inventato?

Meekhan è nato per gradi, negli anni, ed è venuto fuori, lo dico con il sorriso, dalla mia curiosità. Da adolescente ho scritto un racconto su un ladro di una grande città di mare che finisce in uno strano intrigo. Dopo di che ho iniziato a farmi molte domande su quale fosse la storia di questa città e del Paese in cui si trovava, con chi confinasse, con quali Paesi avesse rapporti commerciali, quali dei si adorassero lì e perché proprio quelli. Ogni domanda ne portava a un’altra e senza nemmeno accorgermene avevo passato due anni a scrivere la storia di un continente immaginario che a dire il vero aveva chiare radici tolkieniane. Per fortuna in un certo senso, di tutti quegli appunti non ho fatto quasi niente, ma quel lavoro mi è rimasto impresso così a fondo che quando anni dopo sono tornato alla scrittura avevo un solido scheletro per la costruzione di tutto un mondo letterario. 

Negli ultimi anni, anche grazie ai tuoi romanzi, l’approccio dei lettori e dei critici nei confronti del fantasy sta cambiando. Lo stereotipo secondo cui il fantasy separa il bene dal male in modo troppo netto e poco realistico oggi non ha più molto senso di esistere. Qual è lo stato del genere fantasy oggi secondo te?

Sono totalmente d’accordo sul fatto che il fantasy abbia finalmente superato la fase del cliché del bianco o nero. Da molti anni ormai si vedono nel genere sempre più sfumature di grigio, che si tratti di personaggi, mondi o delle trame stesse. Non mi azzardo invece a immaginare gli sviluppi di tutto il genere, credo che sia impossibile. Non sono in grado di dire quali problemi, conflitti, emozioni e drammi saranno parte del bagaglio dei nostri successori. E la letteratura, il fantasy non fa eccezione, è lo specchio in cui si riflette la realtà.

Sempre su questo tema. Nonostante i pregiudizi di alcuni critici che parlano di fantasy fatto di personaggi appiattiti, hai inventato un mondo in cui l’identità è una questione aperta. Spesso i tuoi personaggi devono scegliere tra la propria identità personale e quella del popolo o della comunità a cui appartengono. È un’esigenza emersa scrivendo o sei stato influenzato da quello che succede oggi nel mondo?

Un po’ è stato naturale, sì. Ma se guardo più nel profondo, devo ammettere che mi hanno influenzato molto le mutazioni sociali che la nostra parte di mondo ha vissuto nelle ultime generazioni. Il mondo è diventato meno stabile, più liquido, le comunità locali tendono a sparire. Sempre più raramente i giovani ereditano la formazione, il lavoro e il posto nel mondo dei propri genitori e nonni. Partono dai luoghi natii per cercare la strada e non è raro che finiscano con il trovarsi in un ambiente del tutto estraneo a loro, cosa che causa conflitti di identità. Ed è una cosa del tutto naturale. E del resto io spesso strappo i miei personaggi dai luoghi che conoscono sin da bambini per metterli alla prova altrove.

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I cinque migliori scrittori polacchi under-40

Non è mistero che la Polonia sia tra le nazioni più giovani d’Europa. Specchio della realtà, la letteratura polacca si è distinta per aver proposto scrittori e scrittrici giovanissimi che già sotto la soglia dei 40 anni hanno saputo affermarsi come le voci più interessanti del loro paese. Noi di Nova siamo felicissimi di potervi presentare alcuni.

I cinque migliori scrittori polacchi under-40

Bartosz Szczygielski

Foto di Maksymilian Rigamonti

Classe 1985, giornalista di professione e scrittore di razza, esordisce con Aorta, primo capitolo di una fortunatissima trilogia noir ambientata nella periferia di Varsavia. I successivi capitoli Sangue e Cuore hanno venduto migliaia di copie e l’hanno proiettato tra gli scrittori di maggiore successo degli ultimi anni. Tutti i titoli dell’autore sono rappresentati da Nova Books Agency.


Anna Cieplak

Talentuosa scrittrice slesiana, di Dąbrowa Górnicza per gli amanti della precisione, appena trentunenne (1988). Autrice di un’opera che le ha subito permesso di vincere nel 2017 il premio Conrad, Ma być czysto [It has to be ok], candidato anche ai premi Gombrowicz e Gdynia dello stesso anno. Il romanzo successivo, Lata powyżej zera [Gli anni con lo zero dentro] è stato finalista al premio Nike nel 2018. I suoi temi sono soprattutto giovani e adolescenti nella Polonia contemporanea.

Margo Rejmer

Auth. Katarzyna Lasoń

Margo Rejmer, al secolo Małgorzata Rejmer, nata a Varsavia nel 1985, vincitrice del Paszport Polityki con la sua ultima fatica Błoto słodsze niż miód [Our mud is sweeter than honey], interessantissimo reportage sull’Albania comunista. Margo Rejmer ha esordito con Toximia, pubblicato in Italia da La Parlesia editore, avventura grottesca e disperata di alcuni personaggi di Grochów, quartiere di Varsavia, e ha proseguito con Bucarest. Il sangue e la polvere.

Malcolm XD

Abbiamo già parlato qui del successo di questo misterioso autore. Si sa che è molto giovane, forse anche meno di vent’anni, che ha scritto Mio padre è un fanatico della pesca, testo cult del web, e il suo primo romanzo Emigracja è uscito per le edizioni W.A.B. (di cui Nova Books Agency ha il pregio di gestire il catalogo per l’Italia), che è seguitissimo praticamente da chiunque in Polonia. E se fosse così anche in Italia?

Wojtek Miłoszewski

Classe 1980, la migliore, come di chi vi scrive. Il nostro proviene da una famiglia di scrittori, il cui più celebre è il fratello Zygmunt Miłoszewski, autore tra gli altri de Il caso costellazione uscito in Italia per Rizzoli. Wojtek non è da meno: è sceneggiatore per HBO Europe, per la tv polacca TVN, è autore di tre super best seller in Polonia. Approda con Kastor alla letteratura noir, il suo terreno più congeniale.

Sette autori italiani famosi in Polonia

L’Italia gode da sempre di un grande fascino in Polonia. L’immaginario comune di turisti e visitatori occasionali è forse un po’ cristallizzato, ma tra i lettori polacchi la letteratura italiana ha un certo credito e si muove su direttive non sempre scontate, e anzi a volte sorprendenti.

Vediamo una lista degli autori italiani più presenti sul mercato polacco.

Sette autori italiani famosi in Polonia

Andrea Camilleri – il maestro siciliano è uno dei volti più noti della letteratura italiana in Polonia. Pubblicati da Noir sur Blanc, editore leader di mercato nel segmento delle letterature europee, i suoi libri sono stati tradotti da numerosi traduttori tra cui Jarosław Mikołajewski, Maciej Brzozowski o Anna Wasilewska.

Gianrico Carofiglio – l’ex magistrato e ora apprezzato romanziere ha visto tutta la sua serie con protagonista Guido Guerrieri pubblicata dal marchio W.A.B., editore del Gruppo Foksal di cui Nova Books Agency è concessionario per l’Italia. Tra i suoi traduttori in polacco Joanna Ugniewska e Mateusz Kłodecki.

Elena Ferrante – la grande eco dell’amica geniale è arrivata anche in Polonia dove i suoi libri sono pubblicati da Wydawnictwo Sonia Draga. La grande capacità narrativa della misteriosa scrittrice, unita all’evocazione di un’Italia di altri tempi particolarmente cara all’immaginario internazionale, ha portato la Ferrante a essere tra le scrittrici straniere più lette in Polonia. Due traduttrici per lei: Alina Pawłowska-Zampino e Lucyna Rodziewicz-Doktór.

Andrea Vitali – l’autore lecchese famoso in Italia per la sua grande ironia e per i suoi spaccati di gente comune nell’Italia lungo il Novecento è stato pubblicato in Polonia dal marchio editoriale Esteri, giovane creazione del gruppo Edra Urban&Partner nato anche con la vocazione precisa di diffondere la letteratura italiana in Polonia. I suoi libri sono stati tradotti da Anna Ośmolska-Mętrak e Natalia Mętrak-Ruda.

Marco Simoni – in particolare la sua Trilogia del mercante di libri ha conquistato i lettori polacchi, ma altrettanto successo ha avuto anche la sua seconda serie Codice Millenarius. Forte dell’apprezzamento di cui godono in Polonia il romanzo storico e il thriller, la fortunata combinazione di questi due elementi lo rende uno degli autori di punta dell’editore Sonia Draga. Tutte le sue opere in polacco sono state tradotte da Joanna Kluza.

Irene Cao –più volte derubricata dalla stampa come risposta italiana a E. L. James e alla serie delle Cinquanta sfumature, la scrittrice friulana è un volto noto in Polonia e ha anche partecipato al Salone del libro di Varsavia nel 2013. Anche lei è un’autrice della scuderia di Sonia Draga e i suoi libri sono tradotti in tandem da Marta Natalia Wróblewska e Wojciech Wąsowicz.

Roberto Saviano – ora che nel mondo tutti conoscono anche la serie e i film tratti dal celeberrimo Gomorra, la parte letteraria non sta a guardare. Sempre Sonia Draga ha portato in Polonia i libri dell’autore napoletano tradotti, tra gli altri, da Alina Pawłoska-Zampino e Joanna Kluza.

Il panorama degli autori italiani non si chiude di certo qui. Grande spazio hanno titoli di ogni tempo, da letture estremamente ambiziose come la Commedia dantesca a classici contemporanei come Italo Calvino e Umberto Eco o ad autori di non-fiction (genere particolarmente seguito in Polonia) come Tiziano Terzani, Oriana Fallaci o Paolo Rumiz. Sul versante più commerciale, i lettori polacchi hanno apprezzato i titoli di Margaret Mazzantini, Daria Bignardi e Federico Moccia.

Sei festival letterari da visitare in Polonia

I festival letterari, anche più delle fiere del libro, sono momenti preziosi per incontrare autori, assistere a presentazioni e in generale farsi un’idea della direzione che sta prendendo la letteratura in un determinato momento. Che siate lettori, cacciatori di autografi, o professionisti dell’editoria, ecco sei festival letterari internazionali che si svolgono ogni anno in Polonia.

Sei festival letterari da visitare in Polonia.

Il festival internazionale di letteratura Apostrof è sicuramente il più grande evento di questo tipo a livello polacco. Si svolge di solito alla fine di maggio in varie città contemporaneamente anche se il palco principale resta quello di Varsavia ed è lì che si svolgono gli incontri più importanti. Tra gli ospiti dell’Apostrof, nella sua ancora giovane tradizione, ci sono stati: Orhan Pamuk, Jaume Cabré, David Lagercrantz, Olga Tokarczuk o Dorota Masłowska.
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Copernicon. Il carnevale dell’immaginazione. È il più grande comic-con in Polonia e si svolge a settembre nella città che ha dato i natali a Copernico, ovvero Toruń. Offre tutte le tipiche attrattive di un comic-con: concorsi di Cosplay, Geek Fight, tornei di giochi da tavola e giochi di ruolo, ma anche incontri con gli autori fantasy e sci-fi più noti. Tra i suoi ospiti fissi anche molti autori di Nova Books Agency come Robert M. Wegner, Rafał Kosik, Anna Kańtoch. Durante il Copernicon ogni anno si tiene la serata di gala che assegna il premio Żuławski, il maggior premio della critica per la letteratura fantastica.
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Conrad Festival. Non tutti lo sanno, ma il celebre scrittore Joseph Conrad è nato come Józef Korzeniowski, suddito dell’impero russo di nazionalità polacca. E oggi la città di Cracovia dedica il suo festival più importante all’uomo che, nato polacco, educato in francese e diventato scrittore in inglese, meglio riassume i legami delle culture europee. Il festival si tiene ogni anno a ottobre e ospita un parterre sempre molto selezionato di autori internazionali noti soprattutto agli addetti ai lavori.
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Literacki Sopot. Se Danzica è il cuore storico della presenza polacca sul Baltico, Sopot ne è l’anima più vacanziera e internazionale. E per questo ad agosto Sopot si anima, si riempie di gente e organizza da qualche anno un festival letterario molto apprezzato che gode delle condizioni climatiche perfette per renderlo un evento culturale e ricreativo all’aria aperta. Si tratta di un festival tematico dove il Paese ospite di turno, nel 2019 il Regno Unito, è il tema unico del festival quindi tenetevi pronti a una full-immersion a tema.
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MFK – Międzynarodowy Festiwal Kryminału ovvero Festival internazionale del poliziesco. Si tiene a Breslavia (o Wrocław, se preferite) ogni anno dal 2004 alla fine di maggio ed è una grande rassegna dedicata al giallo in tutte le sue sfumature: dal poliziesco classico all’hard-boiled, dal thriller mozzafiato al noir dai toni oscuri. Vi partecipano ogni anno i principali giallisti polacchi e anche ospiti internazionali.
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Festiwal Warszawa Singera. Il festival dedicato alla Varsavia di Singer. Ovviamente il nome fa riferimento al più famoso dei Singer, Isaac Bashevis premio Nobel per la letteratura nel 1978 cresciuto proprio nella Varsavia ebraica del tempo. Il festival Singer è un evento dedicato alla cultura ebraica in senso ampio e ospita rappresentazioni teatrali, concerti, mostre temporanee e anche eventi letterari naturalmente: conferenze e incontri con autori contemporanei.
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Paste – dalla rete la nuova scuola di scrittura pop

Alla scoperta del paste, lo stile delle storie surreali che gli under-30 in Polonia usano per fare letteratura.

Il riflesso istintivo di molti di noi di fronte a qualcosa scritto sul web e per il web è di un certo scetticismo. Scetticismo nei confronti della forma, del contenuto, del canale stesso. Di certo, solo con immensa fatica potremmo immaginare internet e le sue coordinate come strumento per fare letteratura. La distanza tra i libri seri e quello che si scrive in rete appare incolmabile. O forse no?

Poche settimane fa l’editore W.A.B., uno dei maggiori editori polacchi e da sempre in prima linea nel lanciare le tendenze letterarie, ha pubblicato il primo romanzo di un autore ufficialmente anonimo, noto solo con il suo nickname Malcolm XD. Per chiunque in Polonia abbia meno di trent’anni, Malcolm XD è riconoscibile più o meno come il Papa, è uno dei più famosi autori del grande fenomeno del paste.

Il paste, meno noto come copypaste, è un microgenere letterario nato da internet e affermatissimo in Polonia. Come il nome stesso suggerisce, nasce come una specie di moderno samizdat di testi scritti, anche e soprattutto, in forma anonima e fatti circolare incollandoli sui forum, sulle chat e poi anche sui social network. Il genere, nato nell’anarchia del web, non ha dei tratti fissi scelti per decreto ma ci sono alcune cose riconoscibili in ogni racconto paste diventato di culto.

  • Una storia partita dalla quotidianità ma raccontata in modo surreale. Almeno un dettaglio viene portato al parossismo e coinvolge la realtà circostante in modo irreparabile.
  • Il linguaggio libero, incontrollato, pieno di slang, emoticon, volgarità, non particolarmente attento all’ortografia.
  • Le vicende raccontate in forma lineare da un narratore unico che di solito è anche il protagonista e che le snocciola una dopo l’altra come una serie di aneddoti e battute.
  • Il protagonista che mediamente è un giovane sotto i vent’anni, un po’ asociale, che vive in provincia con una famiglia disfunzionale.

I paste sono insomma spesso e volentieri racconti dallo stile un po’ picaresco, che seguono le vicende sfortunate del protagonista che le vive e le racconta senza soffermarsi troppo su alcuni dettagli ma osservandone altri con grande attenzione e spirito di osservazione.

Malcolm XD, autore del romanzo Emigracja, è diventato il più famoso scrittore di paste in Polonia grazie al suo racconto Mój stary to fanatyk wędkarstwa (Mio padre è un fanatico della pesca), arrivato a una fama tale da avere ispirato una produzione cinematografica che lo ha messo su pellicola.

Oggi il paste, grazie alla fama di Malcolm XD e al coraggio di W.A.B., può sfondare il muro tra letteratura “seria” e scrittura su internet. Aspettiamo i risultati, ma l’apertura di credito verso una nuova generazione e un nuovo modo di raccontare la realtà è già di per sé rivoluzionaria.

I migliori graphic novel in Polonia

Lo scorso 3 dicembre sulle pagine culturali del quotidiano Gazeta Wyborcza è uscita una classifica dei sette migliori graphic novel usciti in Polonia nel 2018 che stava per finire. Perché ne abbia scelti proprio sette è una domanda che potremmo fare all’autore dell’articolo, Radosław Czyż, grande appassionato -oltre che di fumetto- di cultura pop in generale e di Game of Thrones in particolare.

A ogni modo, quali sono questi sette graphic novel che vale la pena leggere? Tre di loro sono traduzioni, gli altri quattro titoli polacchi al cento per cento. Andiamo a vedere quali sono i titoli polacchi di maggiore rilievo.

I migliori graphic novel in Polonia

  1. Ja, Nina Szubur. Io, Nina Szubur. Scritta e disegnata da Daniel Chmielewski sulla base di un romanzo di Olga Tokarczuk a sua volta ispirato a un antico mito sumero. Ha il grande pregio di aver reso visibile in maniera eccellente un romanzo già di per sé scritto molto bene e di essere una storia al femminile molto efficace seppure creata da un uomo. Edito da Wydawnictwo Komiksowe. I diritti per l’Italia sono rappresentati da Nova Books Agency.
  2. Obiecanki. Promesse da marinaio. Una storia pensata per un pubblico giovane, piena di delicatezza e anche di durezza quando necessario. La storia di una famiglia che va in pezzi e che nonostante tutto comunica sentimenti positivi. Opera prima di Agnieszka Świętek, autrice e sceneggiatrice. Edito da Kultura Gniewu.
  3. Ta małpa poszła do nieba. Questa scimmia è andata in cielo. Esiste un dolore peggiore del perdere un figlio? Probabilmente no. E vale anche se il figlio perduto è una scimmia? La storia di questo graphic novel parte da qui, da una storia di autentico dolore e distruzione psicologica dove tutto è reso grottesco e inaccettabile da un minimo, ma fondamentale, dettaglio Gosia Kulik, che ha scritto la storia e firmato i disegni espressionistici e grotteschi, è una debuttante dal brillante futuro. Edito da Wydawnictwo Komiksoowe. I diritti per l’Italia sono rappresentati da Nova Books Agency.
  4. Weź się w garść. Tieni duro. Una grande storia di amicizia e nostalgia dove più che le persone sono gli oggetti a parlare. Il ritrovamento di uno scatolone pieno di cose fa sì che tutto diventi simbolo. Film, libri, biglietti di concerti o semplici foto ricordo di eventi che ricostruiscono per le protagoniste e per i lettori un tuffo nostalgico per la generazione di polacchi nati intorno al 1987. Firmato da Anna Krztoń ed edito da Wydawnictwo Komiksowe.

I migliori autori del giallo polacco

Il romanzo giallo è un genere sempre più frequentato, un classico inossidabile della letteratura popolare, che soprattutto in Polonia vive una costante giovinezza. Sono tantissimi gli autori emersi negli ultimi anni in questo paese, alcuni dei quali sono già tradotti in italiano. Proviamo a conoscere quelli che secondo noi di Nova Books sono i più rappresentativi di questo periodo.

I migliori autori del giallo, del thriller e del noir in Polonia

Bartosz Szczygielski, varsaviano, autore della trilogia Aorta, Krew, Serce tutti editi da Wydawnictwo W.A.B., di cui Nova Books Agency è agente esclusivo per l’Italia. Atmosfere di periferia, mafia dell’est e crimini sanguinosi per i personaggi di Szczygielski. Un piccolo classico contemporaneo, tinto di dark.

Jakub Szamałek, scrittore e sceneggiatore di videogames è autore di Cokolwiek wybierzesz (You know who), recentemente uscito per l’editore W.A.B. di cui Nova Books Agency è rappresentante esclusivo per l’Italia. Thriller che sconfina nel romanzo distopico-psicologico, in cui viene messo in questione il nostro rapporto con la privacy e con il mondo del web, è un’opera che ha incontrato grandissimo successo in patria.

Zygmunt Miłoszewski, scrittore celebratissimo in patria, nonostante la giovane età (43 anni), è l’autore de Il caso costellazione, pubblicato da Rizzoli nel 2017, primo volume di una trilogia di grande successo in Polonia che ha portato ad altrettanti film.

Katarzyna Bonda, autrice da oltre un milione di copie in Polonia, approdata di recente in Italia sulle pagine di Piemme, che ha pubblicato Non esistono buone intenzioni (2019) e Nessuna morte è perfetta (2018). In uscita presto anche Ognuno è carnefice.

Remigiusz Mróz, avvocato nato ad Opole nel 1987, è autore incredibilmente prolifico di libri in cui si mescolano le atmosfere del poliziesco con le caratteristiche proprie del legal thriller, del noir, della fantascienza.

Wojciech Chmielarz, altro autore celebre in Europa per la sua vena noir e fantastica. Celebre è la sua serie poliziesca dedicata all’ispettore Jakub Mortka, della polizia di Varsavia. Edito in Francia col titolo Pyromane.

Marek Krajewski, descritto da Katarzyna Bonda come “il padre del noir polacco contemporaneo”. Autore di forte esperienza e collaudato mestiere, gode di un pubblico affezionatissimo e devoto, che compra in massa i libri del maestro polacco.

Mariusz Czubaj, autore della serie dedicata all’ispettore Rudolf Heinz, divenuta popolare per il carattere irresistibile del suo protagonista e per le capacità espressive dell’autore, che scrive in uno stile colorito, accattivante e musicale.

Katarzyna Puzyńska, classe 1985, autrice di una serie di romanzi di grandissima diffusione e successo, tutti ambientati nell’immaginaria campagna di Lipowo. Serial killer, amori e vite spezzate per i romanzi di questa autrice.

Cinque nomi dalla fantascienza polacca

Chi legge la fantascienza, sa che l’est Europa è la patria di elezione per opere che hanno segnato il genere. La Polonia, in particolare, insieme alla Russia, è il paese che maggiormente ha contribuito ad accrescere la fama di un genere un tempo considerato minore. Negli anni del potere socialista, che passava alla censura ogni opera letteraria pubblicata, la fantascienza è riuscita a imporsi come uno degli espedienti letterari per pubblicare aspre critiche al regime. Autori cult, romanzi diventati pietre miliari per migliaia di lettori e di scrittori.

Cinque nomi di fantascienza polacca. Storici, classici e contemporanei.

STANISŁAW LEM: nato nel 1921 a Leopoli, allora polacca, morto nel 2006. Unico e inimitabile maestro della letteratura polacca, il primo a tentare la commistione tra fantascienza e romanzo filosofico. Autore di Solaris, tanto per citare il suo libro più celebre, è stato tradotto in più di 41 lingue ed è uno dei maggiori scrittori di fantascienza del Novecento mondiale.

JANUSZ ANDRZEJ ZAJDEL, varsaviano, scomparso nel 1985, il precursore del filone sociologico nella fantascienza polacca. Fisico di formazione, il suo libro più celebre, Limes inferior del 1982, è il primo coraggioso esperimento in questo senso: si descrive la vita sulla Terra di chi è stato costretto a viverci, chi ha potuto l’ha lasciata per altre colonie della galassia, sotto l’egida soffocante del Consiglio dell’Agglomerazione, sorta di Grande Fratello in epoca socialista. Non da poco. A lui è intitolato il più importante premio per le opere letterarie di fantascienza, il prestigioso premio Zajdel.

RAFAŁ KOSIK, tra i maggiori esponenti della fantascienza contemporanea, non è possibile dimenticare Rafał Kosik autore e mentore della casa editrice Powergraph, riferimento fisso per la letteratura di genere in Polonia. Ha esordito a 28 anni con Mars, seguito poi da altri quattro romanzi di genere distopico. È autore di romanzi che si pongono domande sul futuro dell’umanità, della società tecnologizzata in cui siamo immersi, dell’ossessione per l’esposizione mediatica e della privacy, e di mondi nuovi e antichi che si scontrano. Nova Books Agency gestisce i diritti delle opere dell’autore, in Italia.

JACEK DUKAJ, scrittore che forse più di ogni altro ha imparato dalla lezione di Lem. In tutti i suoi romanzi, i personaggi vengono messi di fronte a un destino ineluttabile, determinato dalle proprie convinzioni o da scelte filosofiche a volte impossibili da praticare, se non a grande costo. Tradotto un po’ ovunque, è un autore meno prolifico dei suoi contemporanei, ma ogni sua opera diventa paradigmatica per il settore polacco. Un classico contemporaneo.

MARCIN PODLEWSKI, autore partito dall’underground (muove i primi passi di autore su LAMPA, rivista mitica di Varsavia) e approdato alla space opera, con risultati a dir poco strepitosi. La tetralogia Głębia, pubblicata in Polonia da Fabryka Słów, è una delle opere più sorprendenti dell’ultimo decennio letterario polacco: si racconta di una realtà in cui la Via Lattea, da poco conquistata dagli umani, viene distrutta a causa di una serie di conflitti mostruosi. I sopravvissuti sono costretti ad attraversare questa galassia per approdare ad altre, in cui si nascondono pericoli inimmaginabili.

Olga Tokarczuk racconta I Vagabondi

La voce polacca più nota in Italia oggi è sicuramente quella di Olga Tokarczuk. Ribelle, grintosa e senza compromessi, rappresenta al meglio la nuova generazione di scrittori polacchi.

Se provate a chiedere a un conoscente lettore forte un nome di autore polacco contemporaneo è molto probabile che la sua risposta sia Olga Tokarczuk. La fortuna internazionale di questa autrice viene in particolare da due romanzi, entrambi usciti in Italia anche se in momenti diversi.

Il primo, in ordine temporale, è Guida il tuo carro sulle ossa dei morti uscito per Nottetempo nel 2009 nella traduzione di Silvano De Fanti. La storia dell’anziana Janina, insegnante d’inglese in pensione e vivace animista che finisce in un misterioso turbine di uccisioni nel suo paesino di cacciatori, ha anche ispirato il film Pokot di Agnieszka Holland, candidato agli Oscar nel 2018.
Il più recente, uscito nel 2019 per Bompiani nella traduzione di Barbara Delfino è I vagabondi, romanzo che nella sua edizione anglofona è valso a Olga Tokarczuk il Man Booker International. Al centro di questo romanzo, come racconta l’autrice stessa nel video qui in basso, c’è la dimensione nel viaggio ri-raccontata, trasportata in una dimensione che sposta l’attenzione dall’osservatore all’osservato e apre grandi e piccole riflessioni sul senso e sul diritto delle migrazioni e del vagabondaggio.

Olga Tokarczuk in Polonia non è un caso isolato di brillantezza, ma la capofila di una generazione di autrici e autori di valore che raccontano il mondo e le storie da qui e che sarebbe un peccato farsi scappare. Nova Books Agency ne rappresenta per l’Italia alcuni, selezionati per qualità e potenziale.