Qui non si uccide

THRILLER/GIALLO – 2017 – W.A.B. – 352 pp.

Autore: Anna Bińkowska

Titolo originale: Tu się nie zabija

Presentazione

Un omicidio al dipartimento di archeologia dell’Università di Varsavia, compiuto con un pugnale e 23 fendenti che richiamano l’uccisione di Cesare alle idi di marzo. Il primo caso del sergente Iga Mirska.

Fattori di vendita

  • Primo tomo di una nuova serie dedicata alla poliziotta Iga Mirska.
  • Una giovane poliziotta che lotta per affermarsi in un ambiente maschilista.
  • Una trama avvincente e piena di suspense.
  • Un giallo dalla struttura classica dove il colpevole è incerto fino alle ultime pagine.
  • Le poche luci e le molte ombre di un ambiente universitario pieno di invidie e segreti.

Descrizione

La nuova vita del sergente Iga Mirska, appena passata dalla municipale alla Omicidi, è una strada in salita. Deve fare i conti con il suo nuovo capo, il commissario Jacek Budryś, non particolarmente contento di avere una donna in squadra, e affrontare da subito il caso del brutale omicidio di Tadeusz Zawistowski, direttore del dipartimento di archeologia, trovato ucciso proprio in una sala dell’università, accoltellato a morte con 23 fendenti come Giulio Cesare. Per Iga, figlia di accademici, è anche più difficile da credere. Nella sua visione delle cose, l’università è la sede del sapere e della conoscenza, un posto dove si studia e si discute, di certo non un posto dove si uccide.

Eppure, con le indagini che procedono, emergono in sequenza gli scheletri nell’armadio di tutto il dipartimento, le invidie e i sotterfugi di un ambiente piccolo e sul ciglio del tracollo finanziario, al centro di cui la vittima dirigeva tutti come burattini, fino a che non ci ha lasciato la pelle. Scavando a fondo nei segreti degli accademici, Iga Mirska vede la loro moralità sparire di fronte a una serie di orrori che la conducono infine a una sorprendente scoperta.

La valuta sbagliata

THRILLER/NOIR – 2017 – W.A.B. – 256 pp.

Autore: Ewelina Dyda

Titolo originale: Zła waluta

Presentazione

Un giovane detective privato torna alla sua città natia, un buco di provincia dove tutti si conoscono e dove in troppi si impegnano per dare le colpe a uno straniero.

Fattori di vendita

  • Un giallo intrigante intessuto di omaggi ai grandi classici del noir.
  • I temi del razzismo e del nazionalismo come base del pregiudizio.
  • Un finale sorprendente.
  • Primo capitolo di una nuova serie di gialli con protagonista Jakub Raj.
  • Un’autrice di noir esordiente, ma già molto apprezzata in Polonia.

Descrizione

Jakub Raj è un tale fan dei maestri del noir che non avrebbe potuto fare che il detective privato. Cita a memoria Il falcone maltese, ha una tazza con il volto di Humphrey Bogart e vive con un gatto che si chiama Chandler, ma per arrivare ad essere Sam Spade ha ancora molta strada da fare. Nella sua realtà di provincia, caccia mariti fedifraghi da riconsegnare in pasto alle proprie mogli sospettose. Del resto, in provincia si conoscono tutti, la maggiore ambizione è vivere tranquilli e in pace senza troppe influenze esterne.

Così, quando una studentessa viene scaraventata giù dal balcone del proprio appartamento, è gioco facile della comunità ritrovare il colpevole nell’ex-fidanzato di lei, un ragazzo di origini arabe figlio di emigrati in Polonia. Le indagini durano poco, sia la polizia che la comunità hanno il loro colpevole ideale, ma un giorno nell’ufficio di Jakub arriva Olga, matrigna del ragazzo, che assume Jakub per far scagionare suo figlio. E il giovane detective incontra molte resistenze, alcune inaspettate, da parte di chi ha molto a cuore che l’accusato sia uno straniero.

La valuta sbagliata è il primo tomo della saga dedicata a Jakub Raj dalla giovane e promettente Ewelina Dyda.

Un rapido scambio di fuoco

PROSA LETTERARIA – 2018 –W.A.B. – 198 pp.

Autore: Zyta Rudzka

Titolo originale: Krótka wymiana ognia

Presentazione

In seguito a un incontro casuale, un’anziana scrittrice ripercorre la propria esistenza attraverso il prisma della poesia.

Fattori di vendita

  • Una delle migliori autrici polacche in circolazione.
  • L’emotività di una donna anziana raccontata senza filtri e stereotipi.
  • La prosa letteraria più elegante del panorama letterario polacco.
  • Vincitore del Premio Gdynia 2019.
  • Finalista al Premio Nike 2019.

Descrizione

Uno scambio fulmineo e malizioso con un giovane incontrato alla fermata del tram cambia la vita dell’anziana poetessa Roma Dąbrowska, costretta a fare i conti con un corpo che ha deciso di invecchiare senza chiederle prima il parere. Nell’osservare la propria vita amorosa popolata da vecchi ammiratori, ex-mariti e amanti, la protagonista percorre malinconica le pagine del proprio passato, da cui emerge una frattura mai sanata. L’abbandono di sua figlia, promettente pianista che un giorno ha deciso di lasciare tutto e sparire. Roma allora si decide a cercare la figlia, anche a costo di risultare patetica.

Un rapido scambio di fuoco è un ritratto femminile amaro e ironico che porta con orgoglio sulla scena i sentimenti e i desideri, a volte grotteschi e mai ridicoli, di una donna anziana che fatica a riconoscersi come tale. Zyta Rudzka ha confezionato un libro splendido, arrampicato attorno a una prosa che oggi non ha eguali nella letteratura polacca per ricchezza semantica e capacità evocativa. Un romanzo adatto a lettori esigenti e raffinati, attirati da una storia di femminilità ai margini e da un affascinante esperimento letterario dove è quasi impossibile separare forma e sostanza.

L’uomo senza patria

THRILLER STORICO – 2018 –464 pp.

Titolo originale: Człowiek znikąd

Autore: Wojciech Engelking

Presentazione

Un rigido censore socialista, una spia, un pittore, un fotografo, uno scrittore famoso. L’uomo senza patria è tutti loro e nessuno di loro. È un polacco che ha truffato mezzo mondo.

Fattori di vendita

➢ Un romanzo di grande intensità e dai molteplici scenari.
➢ Ritroviamo la Varsavia del dopoguerra, la swinging London, i teatri di Broadway.
➢ Narrazione polifonica.
➢ Il tema delle ferite della guerra e della condizione ebraica.
➢ Il grande topos della rivalità tra fratelli.

Descrizione

Daniel Rebstein viene a sapere della morte del fratello dalla radio. E non gliene importa più di tanto. Perché Daniel Rebstein non ha mai amato suo fratello, non lo amava prima della guerra quando gli contendeva l’amore del padre, non lo ama dopo la guerra quando Dawid Rebstein diventa un famoso pittore, autore di quadri incredibili dove i personaggi sembrano vivi mentre lui, Daniel, è un banale censore al servizio della Polonia popolare, che non ama parlare del passato e in fondo non ama parlare proprio.
La morte di Dawid, tuttavia, se all’inizio lascia indifferente Daniel, finirà per cambiargli la vita. In seguito al ritrovamento di decine di quadri del fratello mai mostrati a nessuno, Daniel decide di approfittarne e di venderli a diplomatici occidentali di stanza a Varsavia, accettando pagamenti in dollari. Quando i servizi segreti lo scoprono, iniziano a ricattarlo e lo trasformano in una spia, costringendolo a vendere quei quadri forniti di microspie con le quali intercettare le conversazioni degli acquirenti. Daniel lo fa per un po’, ma poi la pressione si fa troppo pesante e scappa a occidente, chiuso in un container. La sua vita riparte da Berlino ovest e poi continua a Londra e a New York, dove Daniel Rebstein ormai è un altro uomo, che sa di avere il potere di far credere agli altri quello che vuole, scrive il suo futuro, riscrive il suo passato, cambiando le cose e le persone del suo mondo alla bisogna e senza farsi scrupoli nemmeno di fronte agli amici, nemmeno di fronte alle proprie responsabilità.
Un romanzo dinamico dove tutto cambia e nulla è come appare, a partire dal protagonista e dalla storia che racconta.

Invasione

POLITICAL FICTION/THRILLER – 2017 –W.A.B. – 640 pp.

Titolo originale: Inwazja

Autore: Wojtek Miłoszewski

Presentazione

Dopo l’annessione dell’Ucraina, Putin sposta le sue mire di espansione sulla Polonia e la invade sicuro che l’Onu e la Nato staranno a guardare. E sullo sfondo della Polonia invasa, tre personaggi incrociano le loro storie di sopravvivenza alla guerra.

Fattori di vendita

  • Grande successo di pubblico in Polonia, tra i libri più venduti del 2017.
  • Il primo vero esempio di political fiction in Polonia.
  • Un romanzo avvincente dalla prima all’ultima pagina, pieno di azione e sorprese.
  • Una struttura complessa, ma ordinata, adatta a ogni tipo di lettore.
  • L’opera di un autore che viene dalla scrittura per la tv, abile nell’uso dei cliffhanger.

Descrizione

Nel 2017 l’Europa sembra seduta su un barile di esplosivo, come nel 1914 e nel 1939. La Russia è in crisi per via delle sanzioni e Vladimir Putin è disposto a tutto pur di mantenere il potere e, se possibile, ampliarlo. Per scatenare una guerra, gli basta solo un pretesto. L’Ucraina è già sua, la Polonia è a un passo, e dall’Europa nessuno sembra reagire.

Nel paese, la vita di tre personaggi, una guida ad aspiranti sub nel Mar Rosso, ex ufficiale delle forze speciali polacche, di un imprenditore senza scrupoli e di sua figlia, viene sconvolta dalla guerra. Famiglia, amore, ambizione e desiderio di ricchezza passano in secondo piano, superati da paura, insicurezza e dalla lotta per la sopravvivenza in una realtà sempre più feroce.

Invasione è un romanzo storico dove, secondo la tradizione del genere, persone normali vengono travolte dal corso della storia. Solo che questa volta la storia si svolge qui e ora, ai tempi dei supermercati e degli smartphone. Tempi in cui, ci avevano assicurato, avrebbe dovuto regnare per sempre la pace.

Kastor

POLIZIESCO/NOIR – 2018 – W.A.B. – 352 pp.

Titolo originale: Kastor

Autore: Wojtek Miłoszewski

Presentazione

Nella Polonia degli anni Novanta è appena piombato il capitalismo. Cambiano le idee, cambiano i costumi, cambiano anche i crimini.

Fattori di vendita

  • Un poliziesco con forti elementi originali.
  • Lo sfondo innovativo e intrigante della Polonia post-socialista.
  • La storia parallela del passato del protagonista che si svela capitolo dopo capitolo.
  • Una trama intrigante e un ritmo incalzante per gli amanti dei thriller.
  • Un romanzo drammatico, ma sarcastico e mordace, permeato da una vena di profonda satira sociale.

Descrizione

Nella Cracovia del 1990 il capitalismo cala rapido, violento e impetuoso, come una bomba dal cielo. I vestiti sono più colorati, in città appaiono macchine costose, tutti sembrano avere un’idea fissa: fare soldi, legalmente o meno. E dato che per i cittadini è cessato il terrore della milizia, che affliggeva tutti durante il periodo socialista, la nuova polizia non gode di nessun rispetto e, soprattutto, non ha nemmeno i soldi per le volanti.

Così il commissario Kastor Grudziński, quarantenne vedovo e allampanato, è costretto a dare la caccia ai banditi in tram, spalla a spalla con scassinatori, truffatori e contrabbandieri di valuta, giocando spesso sul filo di una doppia etica, inevitabile in un Paese dove tutti sembrano non conoscere più nessuna morale.

Armato di un raro senso della giustizia e della sua imperturbabile ironia, Kastor si trova a seguire il caso di una serie di omicidi cruenti e inquietanti, sullo sfondo della speculazione edilizia che riguarda il vecchio quartiere ebraico di Cracovia. Già dalla prima vittima, un nuovo ricco capitano d’industria, capisce che non si trova di fronte a un semplice serial-killer psicopatico, ma incontra un nuovo potere contro il quale sembra destinato a perdere, in un sistema dove denaro e potere sembrano passare sopra qualunque altra cosa.

E mentre lo fa, nella sua solitudine di orfano e vedovo, affronta il passato che ha rimosso ripercorrendolo in una serie di sogni che annota meticolosamente e che lo portano a scoprire una verità spaventosa su suo padre.

Kastor è stato uno dei polizieschi di maggiore successo in Polonia negli ultimi anni, per la sua trama brillante e anche per il modo in cui affronta il tema della fine del socialismo senza pregiudizi ideologici.

Sonia

PROSA LETTERARIA – 2014 –WYDAWNICTWO LITERACKIE – 208 pp.

Titolo originale: Sońka

Autore: Ignacy Karpowicz

Presentazione

Dopo anni di silenzio e lacerazione, Sonia incontra un redentore a cui confessare il proprio passato per liberarsi finalmente di un peso più grande di lei.

Fattori di vendita

  • Traduzioni in francese, inglese e tedesco.
  • Il capolavoro di uno dei migliori scrittori polacchi della sua generazione.
  • Una storia intensa, raccontata con delicatezza e trasporto.
  • Finalista al premio Nike 2015.
  • Oltre 35.000 copie vendute.

Descrizione

Sonia è anziana, povera e sola. Ha con sé solo i suoi animali, un passato difficile ed emozioni troppo forti per poter essere raccontate, tanto che per lunghi anni, dalla fine della guerra, è rimasta in silenzio. La guerra per Sonia è un evento come tutti gli altri, da prendere come viene, come la neve in inverno o un raccolto rovinato. È una ragazza di campagna della Polonia orientale, non ha gli strumenti per comprendere o idee in cui incorniciare un evento così. Accetta la paura, la violenza e l’occupazione nazista. Ma per uno strano gioco del destino, l’invasione del suo Paese le regala l’unica vera gioia che abbia mai provato. Così l’amore la coglie di sorpresa, e ha il volto di un ufficiale delle SS di stanza vicino al suo villaggio. Sonia non è un’eroina romantica, e vive questo sentimento come emozione pura della carne e dello spirito.

Tutto questo però non è destinato a durare: i due si allontanano, e quando le loro vite si toccheranno di nuovo, l’incontro avrà il sapore della tragedia, che per Sonia significherà la fine di tutto e l’isolamento in un silenzio lungo decenni. Sarà l’incontro casuale con Igor, un nevrotico regista teatrale di Varsavia, a permettere a Sonia di tornare a parlare. I due entreranno in una strana affinità che consentirà a lui di ritrovare l’ispirazione perduta e a lei di liberarsi dei propri fantasmi, una volta per tutte.

Sonia è un libro che spicca per eleganza e bellezza della prosa, consigliato agli amanti della grande letteratura in cerca di un romanzo dai ritmi riflessivi e dalla notevole capacità emotiva. Ignacy Karpowicz è uno scrittore raffinato che tratteggia personaggi indimenticabili, in grado di non raccontare solo se stessi, ma modi di leggere la realtà. È uno degli scrittori più importanti della scena letteraria polacca contemporanea, autore di capolavori tradotti in molte lingue e vincitore di numerosi premi letterari.

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Figlie del Wawel

ROMANZO STORICO – 2017 –WYDAWNICTWO LITERACKIE – 832 pp.

Titolo originale: Córki Wawelu

Autore: Anna Brzezińska

Presentazione

Nella medesima notte di novembre, a Cracovia, vengono al mondo due bambine: Dosia, figlia illegittima di una serva e di un mastro birraio, e Katarzyna, figlia della regina Bona Sforza ed erede della dinastia jagellone.

Fattori di vendita

  • Una grande storia al femminile.
  • Un romanzo avvincente e affascinante, ricco di descrizioni storiche.
  • Il contesto originale e accattivante della Polonia rinascimentale.
  • L’opera di un’autrice tre volte vincitrice del premio Zajdel.
  • Più di 60.000 copie vendute in Polonia.

Descrizione

Quando Regina arriva a Cracovia dalla campagna, la capitale la travolge e finisce in poco tempo a fare da serva a un mastro birraio che la violenta imponendole il silenzio. Da quell’atto di dolore e di vergogna, nasce Dosia, che crescerà da serva e verrà ceduta come regalo alla regina Bona Sforza. La ragazzina si dimostrerà ben più vispa di quanto si immagini, e presto verrà ammessa alla tavola reale e alle stanze delle principesse, diventandone dama di compagnia prediletta e crescendo assieme a loro. Dosia impara a conoscere i loro sogni e le loro paure, le consola quando sono tristi e le accompagna nella loro crescita. Si lega in particolare a Katarzyna, la figlia più infelice, che finisce sposa al re Eryk XIV di Svezia, un uomo dalla mente instabile che la costringe a vivere in un palazzo freddo fuori Stoccolma, dove Dosia consola la sua signora e la difende dai nemici di palazzo.

Attraverso gli occhi di Dosia impariamo a conoscere le strade della vita di palazzo incontrando dame di corte, borghesi, campagnole e prostitute. Ci addentriamo con lei nelle stanze del castello del Wawel, tra laboratori di alchimisti, camere per partorienti e case di malaffare. Dosia vede tutto. E non dimentica.

Un racconto originale e affascinante di un momento unico della storia polacca, quando la dinastia regnante si trova al contempo al picco della sua potenza e sul baratro del suo declino, raccontata al femminile.

Acqua al setaccio

ROMANZO STORICO/FANTASY – 2018 – WYDAWNICTWO LITERAKCIE – 368 pp.

Titolo originale: Woda na sicie

Autore: Anna Brzezińska

Presentazione

La storia di una donna interrogata dall’Inquisizione diventa un romanzo pieno di sorprese e sconvolgimenti.

Fattori di vendita

  • Il nuovo romanzo fantastico di una riconosciuta maestra del genere.
  • Un mondo immaginario, stilizzato sulla base dell’Europa tardo-medievale e rinascimentale.
  • La protagonista, una donna furba e combattiva, affronta un sistema repressivo e prevenuto.
  • Una lingua evocativa, brillante e ricca di colore.
  • Oltre 8000 copie vendute.

Descrizione

Nella valle di Intestina, circondata dalle montagne, gli abitanti da secoli vivono dell’estrazione di un minerale dal rosso talmente vivo che lo chiamano “sangue di drago”. Quando all’improvviso il minerale si esaurisce, nei dintorni monta la rivolta popolare, i pii e ricchi padri di famiglia devono trovare un colpevole al più presto. E chi si presta meglio di una donna accusata di stregoneria?

La Vecchia, così chiamata nel villaggio, viene imprigionata e accusata di eresia, stregoneria e dell’omicidio di un monaco. Imprigionata, interrogata e torturata dall’Inquisizione, la donna si difende con l’unica arma che ha: la sua parlantina. Nonostante sia incatenata e trattata con brutalità, La Vecchia non smette di tessere e sfilare in continuazione la sua versione dei fatti. Soltanto alla fine riusciamo a scoprire quale sia la verità e quali invece le invenzioni, le provocazioni, ben ingegnate allo scopo di guadagnare qualche giorno di vita in più prima della condanna.

La Vecchia ci ingarbuglia nelle sue confessioni. Possiamo crederle o no, ma di certo non potremo resisterle. Le parole del resto sono pericolose, non le si può fermare…

Cinque grandi poeti polacchi del Novecento

Le voci poetiche del Novecento polacco sono state tante e tali da far chiedere a molti critici quale sia stata la specifica culturale di un Paese così fertile di grandi poeti in un secolo altrimenti dominato dalla prosa. Qualcuno ha suggerito che la sottigliezza del messaggio poetico abbia permesso più facilmente di eludere le strette maglie della censura, altri immaginano una replica del sistema russo in cui la fortuna della poesia in samizdat derivava anche dalle difficoltà di carattere materiale, a partire dal reperimento della carta e dalla possibilità di stamparla e farla girare.

Quale che sia il motivo, la Polonia ha consegnato alla letteratura mondiale due premi Nobel per la poesia nel giro di sedici anni e ha prodotto altri poeti di altissimo livello che, a loro volta, oggi nutrono di ispirazione una nuova generazione dai promettenti mezzi creativi e che gode di un successo di pubblico inimmaginabile in Paesi come l’Italia dove la poesia ha uno spazio marginale nelle vendite.

Fare una classifica non sarebbe possibile né adatto alla situazione, ma abbiamo scelto –dopo lo spazio dedicato ai grandi romanzieri– cinque poeti polacchi del Novecento (in ordine rigorosamente sparso) per ritrarre la fortuna e la ricchezza di un movimento intero.

Cinque poeti polacchi del Novecento

Wisława Szymborska – nemmeno volendolo, si potrebbe prescindere da lei. Premio Nobel per la letteratura nel 1996, la poetessa cracoviana è una delle autrici di versi più lette al mondo e -secondo i maliziosi- la più letta tra chi non legge poesia. Che il successo della Szymborska abbia travalicato i confini canonici dei lettori di poesia è innegabile, e lo dimostra il suo successo in Italia dove il volume dalla copertina azzurro pastello con cui Adelphi ha raccolto i suoi versi è diventato ormai un’icona pop. La poesia di Szymborska colpisce per la sua apparente semplicità e per l’immaginario lirico composto da soggetti quotidiani, quasi banali, che riportati in poesia sono capaci di creare un mondo intero. Come una cipolla, a cui l’autrice ha dedicato una delle sue poesie più famose, i versi di Szymborska si leggono a strati sempre più profondi celando livelli di complessità del reale che a volte non pensavamo nemmeno di conoscere.

Czesław Miłosz – nel 1980 l’Accademia delle scienze di Stoccolma concede il Nobel per la letteratura a questo poeta polacco, nato nell’attuale Lituania e residente allora in California. Miłosz ha segnato un solco profondo nella poesia del Novecento avendo vissuto quel secolo quasi per intero e soprattutto avendone vissuto sulla propria pelle le pagine più incisive. Due guerre mondiali, la censura, l’emigrazione, l’identità nazionale spezzata da quella anagrafica sono cose di cui Miłosz si è occupato per la verità più nei suoi saggi che in poesia, ma i suoi versi –anche in questo caso raccolti ed editi da Adelphi– ne riportano le tracce profonde, in un lavoro alla ricerca di una poetica dell’assoluto capace di raccogliere le esperienze umane e lo scibile dentro un disegno di natura. La sua poesia severa e monumentale non gode della popolarità di quella di Szymborska, ma per molti polacchi ancora oggi i versi di Czesław Miłosz sono una lettura di conforto e di guida, nella quale cercare risposte e indicazioni su quello che è stato, e non solo.

Ewa Lipska – più giovane di un paio di decenni rispetto ai primi due autori di questa lista, Ewa Lipska ha avuto innanzitutto il privilegio anagrafico di non vivere la guerra. Nata nel 1945, ha come simbolicamente messo alle sue spalle il passato più nero della storia polacca ed europea apprestandosi a vivere un periodo certo non facile ma privo dell’esperienza del conflitto mondiale. La Lipska si è contraddistinta in particolare per la sapienza in un sottogenere scomodo della poesia come è la prosa lirica. In un volume di recente pubblicato in Italia con il titolo di L’occhio incrinato del tempo si raccolgono numerose prose liriche dell’autrice, poesie in forma di lettere d’amore che fanno da pretesto a una riflessione poetica molto malinconica e struggente, che usa i mezzi della prosa per arrivare a immagini di profondo valore lirico.

Zbigniew Herbert – normalmente il nome di questo poeta, innamorato dell’Italia e del mondo classico, si associa a quelli di Miłosz e Szymborska perché ritenuto allo stesso livello di questi ultimi, seppure mai tale livello sia stato sancito da un premio paragonabile al Nobel. Herbert è stato uno dei più severi e ostinati oppositori del socialismo che ha deciso di combattere in Polonia senza cedere alla tentazione dell’emigrazione. La sua poesia, al pari di quella di Miłosz, è monumentale e a tratti solenne. Ma se il suo burbero collega ha cercato le fonti dell’assoluto in un rapporto panteistico e pagano con la natura, Herbert ha scelto di interrogare i classici riempiendo i suoi versi di atmosfere ed evocazioni greche e latine e guardando alla sua realtà da quella prospettiva. Confrontarsi con i classici non è una cosa che riesce a tutti, ma Herbert volando vicino al sole non si è bruciato e lo dimostrano le sue poesie di cui una pregevole antologia in italiano è stata pubblicata nel 1993 dal solito Adelphi.

Anna Świrszczyńska – unica autrice inedita in Italia di questa cinquina, fatti salvi alcuni titoli sparsi usciti in antologie e riviste, toglie il posto ad altri autori raggiungibili dai lettori italiani (come Adam Zagajewski, Wojciech Bonowicz o Stanisław Barańczak) in segno di augurio che qualche editore coraggioso possa volerle dare spazio. La parabola di Świrszczyńska, il cui difficilissimo cognome è anche lo scherzo involontario di un impiegato dell’anagrafe non particolarmente zelante, è tra le più affascinanti del Novecento polacco. Figlia di pittore, le sue prime raccolte di poesia sono splendidi affreschi e ritratti dal respiro ampio come pennellate rinascimentali. Fino a che la seconda guerra mondiale non cambia le sorti del mondo, più nel piccolo della Polonia e più nel piccolo ancora della carriera poetica di Świrszczyńska. Dopo il conflitto, vissuto a Varsavia, la poetessa torna a scrivere con uno stile rivoluzionato. I suoi versi diventano spezzati, ruvidi, e colpiscono a picconate il sentire comune. In particolare lo fa con due raccolte: una -Budowałam barykady (Costruendo barricate, 1974)- racconta senza filtri né finti eroismi i giorni tragici e fatali dell’insurrezione di Varsavia; l’altra, Jestem baba (sono femmina, 1972), è il primo manifesto femminista in forma letteraria in una Polonia ancora molto conservatrice nei costumi a cui la poetessa risponde mettendo fortemente in gioco il corpo delle donne, l’erotismo, la vecchiaia.