Cielo d’acciaio

FANTASY – 2012 –688 pp.

Titolo originale: Niebo ze stali

Autore: Robert M. Wegner

Presentazione

Terzo tomo e primo romanzo della saga dedicata ai destini Meekhan. L’inizio di un nuovo filone dei conflitti ai confini dell’Impero.

Fattori di vendita

  • Il primo romanzo di una saga partita dai racconti.
  • Un grande successo di pubblico che ha portato alla nascita di una solida fan-base.
  • Terzo tomo della saga fantasy più letta in Polonia assieme a quella di Sapkowski.
  • Un libro di azione, tensione e magia che al centro ha sempre gli uomini con le loro forze e debolezze.
  • Un intreccio dinamico che ha portato la critica ai paragoni con Martin e il suo Trono di spade.

Descrizione

L’Impero Meekhan non conosce pace, specie ai suoi tormentati confini orientali dove misteriosi omicidi si susseguono senza che si capisca il perché. A questo proposito viene chiamata a est la Guardia di Confine, soldati di montagna dallo spiccato senso di appartenenza e dal forte valore militare guidati dal giovane ma risoluto Kenneth. Nel frattempo, i Ratti, l’apparato di spie dell’Impero, mandano due giovani donne in incognito nel castello di un signorotto locale perché provino a scoprire qualcosa, ma le due soldatesse incontrano resistenza, sospetto e un violento incontro con forze magiche difficili da controllare e che le mettono in fuga. Sullo sfondo di tutto questo, il popolo dei Verdann, fedele all’Impero ma interessato soprattutto alla propria autonomia, si prepara alla guerra contro i nomadi Se-Kohlan per la conquista di uno spazio vitale lungo i confini dell’Impero, un conflitto che non risparmierà nemmeno gli dei del Pantheon Meekhan.

Arrivata al suo terzo capitolo, la saga dedicata all’impero Meekhan esaurisce il worldbuilding dei tomi precedenti e inscena un romanzo ricchissimo di azione e psicologia, una narrazione possente e agile, piena di colpi di scena e dove ancora una volta i protagonisti, profondamente umani, sono in campo con tutte le loro forze e debolezze.

“Se prima o poi a Sèvres vorranno affiancare al campione di metro e chilo anche quello della buona narrativa fantastica, allora si dovrà scegliere tra le opere di Wegner”.

Buio

NARRATIVA –2012 –272 pp.

Titolo originale: Czarne

Autore: Anna Kańtoch

Presentazione

Una storia che parte da un sanatorio nel primo dopoguerra, ma che poi incontra altri piani temporali e personaggi nitidi su uno sfondo in cui è difficile distinguere il reale.

Fattori di vendita

  • Un romanzo che evoca i grandi classici di primo Novecento, da Schulz a Thomas Mann.
  • Le atmosfere degli anni Dieci e Venti ricreate ad arte.
  • La storia di una donna e della sua iniziazione sessuale.
  • Piani storici che si incrociano e si confondono infondendo mistero alla storia.
  • Un libro unico, che incrocia realismo e fantastico creando un effetto di realtà aumentata.

Descrizione

Buio è un luogo dell’anima, la casa dei ricordi e di un passato cristallizzato. Bloccata al 1914, all’infanzia, ai vestiti dell’epoca, ai giochi nel fango e al corsetto della domenica per andare in chiesa, alle ambigue passioni di un padre oculista per mestiere, ma pittore e Casanova per vocazione, ai dolori della madre, ai fratelli così diversi, il maggiore eternamente proiettato nel futuro, il piccolo in cerca di conforto nella conservazione del passato. Buio è un luogo a cui tornare. E la protagonista, quando viene dimessa da un sanatorio nel 1935, nella Polonia che corre cieca verso la propria distruzione, è lì che vorrebbe tornare. Il fratello maggiore, Franciszek, invece la porta a Varsavia, dove la vita esplode di colori, rumori e chiacchiericcio nei caffè. E proprio in uno di questi caffè della capitale ritorna la macchia nera nei ricordi della protagonista, la morte misteriosa proprio nella tenuta di Buio dell’attrice Jadwiga Rathe, ultima musa-amante del padre e oggetto di ammirazione e attrazione per lei. Dopo l’incontro con una società spiritica, la narratrice vive una realtà sovrapposta dove i piani temporali si mischiano e si intralciano lasciando molti dubbi su ciò che è reale. Ma a lei non importa, perché torna a Buio, alla sua Buio del 1914, incarnata nella donna che suo padre è deciso a sedurre, che lei bambina ammira e da cui è confusamente attratta, e che sa che in quei giorni morirà uccisa da un misterioso colpo di fucile.

Anna Kańtoch ha costruito un romanzo strabiliante ed evocativo, che affascina e confonde allo stesso tempo, richiedendo al lettore di accettare l’impossibile con una promessa di tensione che non cessa nemmeno dopo l’ultima pagina.

I Prelunari – I

SCI-FI/YOUNG-ADULT FICTION – 2013 –424 pp.

Titolo originale: Przedksiężycowi I

Autore: Anna Kańtoch

Presentazione

Il primo capitolo di una trilogia entusiasmante ambientata in un mondo dove la perfezione è un obbligo vitale.

Fattori di vendita

  • Primo capitolo di una trilogia che ha reso famosa l’autrice in Polonia.
  • Tensione narrativa sempre alta.
  • Un mondo distopico ricostruito nei minimi dettagli.
  • Protagonisti adolescenti e in continua evoluzione.
  • Fantascienza pura a sostegno di una storia che appassiona anche i lettori non di genere.

Descrizione

Quando Daniel Pantalekis approda a Lunapolis non ci capisce niente. I suoi compagni di spedizione muoiono pochi minuti dopo l’atterraggio e lui si trova solo in un mondo di cui non comprende le regole. E a Lunapolis ce ne sono molte. A partire dai Salti, improvvise accelerazioni del tempo che riguardano solo alcuni lasciando gli altri nel passato in attesa della morte. Ma anche per chi è sopravvissuto all’evento, la gioia dura poco, il prossimo Salto non tarderà e per superarlo serve solo perfezionarsi. Solo i migliori sono destinati a superare tutti i Salti fino ad arrivare al bramato quanto vago Risveglio.

Gestori del perverso meccanismo sono i signori di Lunapolis, i Prelunari, che emanano le leggi della città, mantengono l’ordine e amministrano le grandi corporazioni di eugenetica a cui gli abitanti della città si rivolgono per creare la propria prole o acquistare nuove qualità in attesa del Salto. Dal momento che nessuno ha bisogno di lavorare, chi possiede i mezzi si impegna per perfezionarsi, trasformando tutto -persino l’omicidio- in un’arte.

Finnen, pittore ventenne, vive in attesa dei Salti come tutti, forte della strafottenza di essere un giovane bello e sfrontato. È proprio subito dopo un Salto che conosce Kaira, figlia di uno degli uomini più ricchi di Lunapolis, intenzionata a scappare dal padre oppressivo. Finnen si fa contagiare dalla ragazza, la aiuta e finisce per condividere l’orrore per un mondo dove solo i migliori sopravvivono e per gli altri non c’è pietà.

I piani dei due finiscono presto per attirare l’attenzione di chi a Lunapolis si impegna perché tutto resti uguale. Inizia un ciclo di avventure drammatiche, a volte tragiche, che svelano aspetti e personaggi molto diversi, ma tutti occupati a sopravvivere a ogni costo.

L’incompleta

NARRATIVA – 2017 –231 pp.

Titolo originale: Niepełnia

Presentazione

Un giallo atipico che parte dal ritrovamento di un corpo esangue e attraversa un labirinto di storie legate da una casa misteriosa e da identità sessualmente indefinite.

Fattori di vendita

  • Un romanzo giallo pieno di suspense in ogni capitolo.
  • La cornice del thriller usata per approfondire temi che vanno oltre i confini del genere.
  • Storie che si susseguono e si intersecano concedendo rimo e personaggi sempre nuovi.
  • Il filo rosso delle identità sessuali ribaltate e ambigue.
  • Un finale inatteso che pone molte nuove domande.

Descrizione

È in atto una bufera di neve sulle montagne poco lontane da Katowice, nella Polonia meridionale, quando la polizia irrompe in una misteriosa casa dipinta di bianco e vi trova una donna morta dissanguata e un uomo in stato di choc. L ‘uomo viene portato in commissariato per l’interrogatorio e si scopre che lui e la ragazza uccisa sono gemelli e da lì la storia si snocciola attraverso altre storie, ognuna evocata dalla precedente e legate tutte da alcuni elementi ricorrenti: l’odore di agrumi, un maglione rosa, il legame con quella misteriosa casa e soprattutto i personaggi. Ogni storia che compone questo romanzo dalla struttura decameroniana mette in scena un uomo e una donna, spesso con le identità sessuali rovesciate rispetto ai canoni: donne mascoline e uomini femminei fino a un bambino che sembra non avere ancora deciso. All’interno della cornice pulsante di un thriller dove sparizioni e morti tengono sempre alta la tensione, si dipana una riflessione più profonda fatta attraverso personaggi ambigui per cui il mistero più grande non è l’omicidio (vero o presunto) ma la ricerca di un’identità di genere.

Anna Kańtoch, nonostante la giovane età, è un’autrice dalla scrittura molto matura, capace di confrontarsi con gli stili più diversi, dalla fantascienza alla young-adult fiction, dal fantasy al giallo e di saper stare dentro la letteratura di genere senza esserne vincolata. Lo dimostra a pieno con questo Niepełnia dove la cornice del thriller classico e alcuni elementi provenienti dalle tradizioni fantasy e horror le fanno gioco per creare una storia introspettiva e centrata su un tema attuale, spiazzante e ancora in parte un tabù.

Cento giorni senza sole

NARRATIVA – 2014 –458 pp.

Titolo originale: Sto dni bez słońca

Autore: Wit Szostak

Presentazione

Un accademico polacco finisce per un semestre nell’ateneo di uno sperduto arcipelago britannico. La realtà diversa dalle aspettative lo muta in un novello Don Chisciotte alla ricerca della sua missione di salvataggio.

Fattori di vendita

  • Un romanzo scritto in forma di diario, con capitoli brevi e dal ritmo scorrevole.
  • Una storia permeata da grande ironia e da una vena di malinconia.
  • Una satira accademica e una riflessione sullo scontro tra attese e realtà.
  • Personaggi duplici, tutti spezzati in almeno due facce possibili.
  • Una storia che si sviluppa dentro e fuori dal protagonista lasciando dubbi su quale sia la verità finale.

Descrizione

Lesław Srebroń è un letterato che ha dedicato tutta la sua carriera all’opera di uno scrittore polacco di fantascienza talmente misterioso che nessuno lo ha mai davvero conosciuto. Quando ha l’opportunità di fare un semestre da visiting professor, ambisce ai grandi atenei del Regno Unito, ma viene relegato alle Finnegan, un arcipelago fittizio raggiungibile da Belfast in nave una volta a settimana. Su quest’isola surreale, dove vivono solo famiglie di pescatori, sarti di tweed e la comunità accademica che anima l’ateneo, Srebroń passa poco più di centoventi giorni, di cui almeno cento senza che si veda il sole dietro le nuvole, e questo dà il titolo al suo memoriale. Tutto ciò che vive e che racconta passa attraverso un filtro di inossidabili convinzioni, perlopiù malriposte: quella di parlare un inglese impeccabile, quella di far parte di un novero di studiosi eccelsi e di interpretare alla perfezione il suo ruolo indossando giacca di tweed e berretto o bevendo Guinness in un losco locale vicino al porto mentre lavora alla monografia dedicata al suo autore sconosciuto di cui non esiste alcuna traduzione in lingua straniera. Lo iato tra ciò che racconta a se stesso e ciò che emerge dal suo diario diventa incontenibile, e quel ritrovo di accademici mediocri attivi nei campi più strampalati (ad esempio il tema dell’uva nella poesia croata, o uno studio sulla vita sessuale degli uomini di scienza) si rivela un agglomerato di menzogne.

Io, Nina Szubur

GRAPHIC NOVEL – 2018 –152 pp.

Titolo originale: Ja Nina Szubur

Autore: Daniel Chmielewski

Presentazione

I miti esisteranno finché ci sarà qualcuno che li vorrà ascoltare. A partire da un romanzo di Olga Tokarczuk, un graphic novel ricca di fascino e mistero, tra evocazioni babilonesi e slanci futuristici.

Fattori di vendita

  • Basato su un romanzo di Olga Tokarczuk, vincitrice del Booker Prize 2018.
  • Una leggenda sumerica sulle origini del mondo che parla molto anche alla contemporaneità.
  • Una grande storia al femminile.
  • Progetto grafico coraggioso e ricercato.

Descrizione

A Uruk ogni cosa ha un posto e le gerarchie sono importanti. La città stessa è divisa su tre livelli e passare dall’uno all’altro non è facile. Per chi vive a M3, il mondo sotterraneo, è addirittura impossibile pensare di lasciarlo. I suoi abitanti sono destinati a viverci per sempre, in condizioni misere. Inanna e Nina vivono a M1, sono felici, innamorate e godono dei privilegi concessi agli abitanti della superficie. Sono una coppia ma non potrebbero essere più diverse: Inanna è flemmatica, enigmatica e figlia di uno dei Padri Fondatori di Uruk; Nina è dinamica, un po’ ingenua e vive a M1 grazie agli enormi sforzi dei genitori per permetterle un futuro migliore.

Il rapporto tra le due niente affatto paritario fa sì che alla sparizione improvvisa della compagna, Nina resti smarrita in un mondo non suo e in una casa non sua, dove nulla le appartiene davvero. E così inizia la ricerca tenace di Nina Szubur che, armata del coraggio di chi non ha nulla da perdere, bussa alle porte del potere, combatte e fugge scoprendo i meccanismi alla base di un mondo perfetto solo all’apparenza. E la ricerca di Inanna è anche un viaggio di consapevolezza e di crescita dal finale agrodolce.

Con un disegno elegante e tavole ottimamente elaborate, Daniel Chmielewski ha riportato in forma grafica un romanzo di Olga Tokarczuk dove fantascienza e temi fondativi si uniscono sullo sfondo di una grande storia al femminile che riflette sui destini della comunità umana.

La scimmia andata in cielo

GRAPHIC NOVEL – 2018 –130 pp.

Titolo originale: Ta małpa poszła do nieba

Autore: Gosia Kulik

Presentazione

Un graphic-novel pittorico e grottesco, che approfondisce i sentimenti più profondi e strazianti venandoli di assurdo. Cosa succede a una coppia che perde un figlio? E cosa succede se quel figlio è una scimmia?

Fattori di vendita

  • Un graphic novel dall’identità grafica originale e riconoscibile.
  • La storia di un grave lutto che distrugge gli equilibri familiari.
  • Un racconto dalla periferia divisa tra benpensanti e brutto imperante.
  • Una storia grottesca e surreale ma al contempo profondamente umana e normale.
  • Un’opera a metà strada tra il fumetto e la realizzazione grafica pura.

Descrizione

Janek e Krysia sono una coppia di mezza età relativamente felice, hanno poco ma di quel poco si accontentano, godendo dell’amore puro che provano per la figlia. Fino a che la figlia muore in modo tragico trascinando Krysia in uno stato di profonda depressione e Janek nell’impotenza di far fronte agli eventi. Ad aggravare il loro dolore, c’è la totale incomprensione del mondo circostante che li considera dei depravati e degli amorali perché la figlia di Janek e Krysia non era una bambina, ma una scimmia.

La sofferenza senza nome dei due coniugi accompagna le loro giornate misere e brutte, trascinano Krysia in giornate intere di pianti continui e portano Janek a cercare conforto in una relazione extra-coniugale, anch’essa brutta e consumata in modo animalesco, dove capita. La scoperta della vera causa della morte della scimmietta sancirà il definitivo colpo di grazia sulla vita della coppia, per la quale non c’è ormai nulla da fare.

Małgorzata Kulik sceglie di raccontare il dolore più grande possibile attraverso un filtro assurdo, creando uno straniamento accentuato dal suo disegno volutamente grottesco ed espressionistico. Il dolore di Janek e Krysia non è comico nemmeno per un istante e l’empatia dei lettori è sincera pagina dopo pagina, persino in queste circostanze e a dispetto del mondo attorno ai protagonisti che li disprezza e li condanna creando ancora più bruttura di quanto la vita e il contesto sociale non abbiano già dato loro.

L’autrice, laureata all’Accademia di Belle Arti di Katowice, è al suo primo libro da autrice dei testi e dei disegni dopo numerose pubblicazioni da illustratrice.

Il rosario

FANTASCIENZA –2017 –510 pp.

Titolo originale: Różaniec

Autore: Rafał Kosik

Presentazione

Un mondo distopico che corre verso l’autodistruzione. L’unica fuga è nella consapevolezza. Basterà?

Fattori di vendita

  • L’opera di un autore di fantascienza arrivato alla maturità creativa.
  • Un libro scritto con gli schemi del genere ma capace di parlare a lettori non specialisti.
  • Ritmo e tensione di un grande thriller.
  • Un’ambientazione distopica ma verosimile capace di stimolare le riflessioni e porre problemi sociali.
  • Punta di diamante della fantascienza polacca contemporanea, erede dei classici del Novecento

Descrizione

I cambiamenti climatici hanno devastato il pianeta Terra. L’umanità rimasta si è rifugiata in alcune stazioni, orbitanti attorno a un sole artificiale, ricostruite a immagine e somiglianza delle grandi città di prima. Le nazioni non esistono più e ogni città vive autonomamente, collegata alle altre da g.a.I.a. Nessuno sembra sapere davvero cosa sia g.a.I.a, ma di certo tutti conoscono il suo Quoziente di Pericolosità, l’algoritmo che valuta il potenziale criminale di ognuno e che condanna all’Eliminazione chi ne supera i parametri. A nessuno è dato conoscere il proprio Q.P., tenuto nascosto nei server di g.a.I.a., ma alcuni individui sono capaci di forzare l’accesso. Uno di loro vive nella Nuova Varsavia e si chiama Harpad, è un quarantenne disilluso in conflitto con l’ex moglie e molto legato a sua figlia. Harpad vive di espedienti, vendendo ai suoi clienti l’accesso al proprio Q.P. Ben presto finisce per attirare l’attenzione della criminalità organizzata, che rapisce sua figlia per ricattarlo, e di un gruppo politico clandestino che vuole rovesciare g.a.I.a. Harpad si trova così al centro di una storia soffocante che culmina con la sparizione di sua figlia. La ricerca della ragazza condurrà Harpad alla scoperta dei veri meccanismi che muovono il mondo in cui vive.

Różaniec è un romanzo intenso e dal ritmo spedito, che combina i tratti della fantascienza classica con quelli del thriller e conduce a un finale inaspettato e difficile da dimenticare.

Gli aruspici

NARRATIVA – 2015 –263 pp.

Titolo originale: Wróżenie z wnętrzności

Autore: Wit Szostak

Presentazione

Un monologo interiore su fuga e solitudine che parte dalla superficie e arriva in fondo alla storia di due fratelli nascosti dal mondo.

Fattori di vendita

➢ Un romanzo scritto a ritmo di ballata, armonico e costante.
➢ Una storia dagli aspetti psicologici approfonditi e sfaccettati.
➢ Un’ambientazione caratteristica e al contempo universale.
➢ Personaggi originali e riconoscibili.
➢ Un sottofondo filosofico che sottende agli eventi.

Descrizione

Maciej e Marta vivono in una stazione abbandonata in mezzo ai boschi assieme ai loro figli e al fratello di Maciej, Błażej, muto per scelta da più di vent’anni. La realtà che vivono prende forma con il racconto che proprio Błażej ne fa, decidendo di incrinare la campana di vetro dentro cui si è nascosto da decenni per raccontare ciò che esiste al di fuori di sé. Di capitolo in capitolo, la storia scende più profondità e le vite dei protagonisti prendono forma, passando dall’aura magica e mitologica dell’inizio a una più reale, non priva di elementi drammatici e di risvolti psicologici. Dalla fuga di Maciej, rifugiatosi lontano da tutti dopo una strabiliante carriera di scultore, al silenzio autoimposto di Błażej, folgorato da un viaggio in Italia, passando per la storia della giovinezza dei due, il ruolo del loro padre e quello di Marta, fedele moglie di Maciej, sensuale dea greca nel racconto di Błażej, donna dal vissuto complicato al di fuori della bolla della stazione.

Evocazioni dal patrimonio classico greco-romano e ritmicità da musica popolare, due grandi passioni dell’autore, forniscono il letto stilistico al monologo-fiume che costituisce questo romanzo di grande capacità introspettiva e di grande originalità tematica. Un libro dal ritmo costante e che si svela strato per strato ponendo con forza una domanda atavica: fino a quanto si può fuggire? Fin dove ci si può nascondere?