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Il coronavirus e il mercato del libro in Polonia

 

A oggi, 2 aprile 2020, l’epidemia di coronavirus in Polonia sembra controllata rispetto a quanto succede in Italia o in altri Paesi occidentali. A lungo si è discusso, e ancora si discute, su quanto tali numeri siano affidabili o meno, fatto sta che si parla proprio di diverse misure di grandezza. Nel momento in cui scrivo, i casi accertati sono meno di 3000 in tutta la Polonia.

Cionondimeno, le misure attuate dal governo per limitare la diffusione del contagio sono severe, con conseguenze sull’economia e, per quel che ci riguarda, sul mercato del libro polacco, che di certo non è immune.

Da metà marzo ormai, il governo polacco ha decretato la chiusura di tutti gli esercizi presenti nei centri commerciali, ad eccezione di negozi di alimentari, farmacie e drogherie. È invece ancora possibile, per i negozi indipendenti, restare aperti a patto di introdurre regole interne di profilassi, come ad esempio l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza e quello di permettere l’ingresso a numeri limitati di persone.

Un tale provvedimento in Polonia sta avendo effetti piuttosto consistenti sul mercato del libro, dal momento che una quota ampiamente superiore al 50% del market share è in mano alle catene Empik e Świat Książki, le cui librerie sono quasi ovunque parte di centri commerciali e dunque costrette alla chiusura.

Incide molto sul mercato anche l’annullamento della fiera del libro di Varsavia, prevista per maggio, e le cancellazioni forzate delle varie presentazioni previste per le librerie, caffetterie e biblioteche del Paese. Tali incontri, oltre a essere una grande occasione di vendite per gli esercizi coinvolti, sono anche una fonte di reddito significativa per molti scrittori, che non possono contare sulle sole royalties per accedere a un reddito soddisfacente, come ha fatto notare Jacek Dehnel, autore di Nova Books Agency e presidente di Unia literacka, il neonato sindacato polacco degli scrittori.

In un’intervista al quotidiano Gazeta Wyborcza, la fondatrice della casa editrice omonima Sonia Draga ha stimato le perdite delle vendite in circa il 70/80 per cento, mentre il resto è per ora coperto dalle vendite via internet (le consegne su territorio nazionale sono ancora effettuate) e dal mercato di ebook e audiolibri.

Le (poche) librerie indipendenti, pur potendo rimanere aperte, soffrono delle limitazioni alla circolazione per le strade e del generico calo dei consumi, eccetto quelli alimentari e farmaceutici. Tuttavia, alcune librerie provano strumenti di resistenza. Ad esempio, alcuni librai si sono associati dando vita all’azione Książka na telefon, un’iniziativa che permette ai lettori di prenotare i libri per telefono e farseli recapitare a casa. Altri coinvolgono scrittori e lettori forti a consigliare, di giorno in giorno, dei titoli nuovi da proporre ai lettori. Difficile sapere quale sarà l’apporto di tali iniziative, le dimensioni del fenomeno sono ancora sconosciute per poter trarre delle conclusioni.

Dal punto di vista produttivo, ovvero scrittori ed editori, molte case editrici hanno rinviato a data da destinarsi le uscite previste per aprile, privilegiando adesso i titoli dal riscontro commerciale più immediato e capaci di fare breccia nel mercato quando si riaprirà. Diversa sorte toccherà ai titoli più di nicchia che invece dovranno aspettare tempi migliori per vedere la luce.

Per adesso è certo che Wydawnictwo Literackie, editore che collabora con Nova Books Agency per l’Italia, rinvierà all’autunno l’uscita del nuovo libro di Hanna Krall, autrice molto conosciuta anche al di qua delle Alpi. Un altro autore ben noto al pubblico italiano, Mariusz Szczygieł, vedrà invece uscire regolarmente a maggio la sua ultima fatica: la guida alternativa di Praga a cui lavora assieme al collega Filip Springer.

Le reazioni, insomma, sono varie e ognuno cerca a modo suo di adattarsi al momento attuale, nell’attesa che la situazione migliori. Si spera, per giugno. Nel frattempo, è importante e rassicurante vedere come la filiera del libro provi a collaborare per resistere a questo difficile passaggio.

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