Wit Szostak

Cracoviano, romanziere, filosofo e grande appassionato di musica popolare non necessariamente in quest’ordine. Dopo l’esordio narrativo nel 1999 con dei racconti di tema fantastico, ha trovato la sua collocazione letteraria fuori dai confini di genere, con la scrittura di romanzi dal robusto sostrato filosofico e imperniati attorno a una grande riflessione sui temi simbolici e mitici che accompagnano l’umanità tutta nonostante il tempo che passa e le generazioni.

Photo by Mikołaj Starzyński

Il suo stile di scrittura, elegante e sempre pesato, punta all’uso armonioso delle parole e delle frasi con la cura compositiva degna di un musicista e conferisce ai suoi libri un ritmo cadenzato e armonico che è da tempo la sua cifra stilistica più riconoscibile. I grandi temi che tornano nei suoi romanzi sono la storia e lo spirito di Cracovia, gli echi e la nostalgia per la civiltà mediterranea, il ruolo dell’intellettuale e quello del mito.

Il suo libro più noto in Polonia, Sto dni bez słońca, è stato finalista al premio Paszport indetto dalla rivista Polityka, uno dei maggiori riconoscimenti letterari in Polonia.

Attualmente collabora strettamente con l’editore Powergraph e i suoi romanzi principali sono rappresentati in esclusiva per l’Italia da Nova Books Agency.

Elenco dei titoli disponibili per l’Italia:

Danze per la fine del mondo (romanzo, 2007);

Cento giorni senza sole (romanzo, 2014);

Aruspici (romanzo, 2015) – Estratto in italiano disponibile;

Zagroda zębów (2016);

Chochoły (romanzo, 2018 );

Dumanowski (romanzo, 2018);

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Intervista a Wit Szostak su PoloniCult.