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IN LIBRERIA

Tutti i libri che Nova Books Agency ha contribuito a fare arrivare in Italia e che quindi si possono trovare in libreria. Rigorosamente in ordine di apparizione, dal più al meno recente.

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Anna Kańtoch
Buio
Carbonio Editore
Trad. di Francesco Annicchiarico
192 pp.

Dimessa da un sanatorio sul Baltico nel 1935, una donna senza nome giunge a Varsavia, accompagnata dal fratello maggiore Franciszek, per dimenticare il passato. Eppure, nel turbinio di colori e suoni e nel chiacchiericcio dei caffè, i ricordi riaffiorano prepotenti, riportando la protagonista al 1914, a Buio, l’amata tenuta dell’infanzia, che è stata anche lo scenario della misteriosa morte dell’attrice Jadwiga Rathe. Chi l’ha uccisa? E chi era davvero quella donna affascinante venuta dalla città, che attirava gli sguardi di tutti? A poco a poco la vicenda si ricompone, i dettagli si sommano per convergere, tra dubbi, sospetti, rivelazioni, in un’unica, scioccante verità. Con una prosa ricercata e ammaliante, in un fluire di piani temporali che si incrociano e si sovrappongono, Anna Kańtoch costruisce una storia torbida e audace, che parla di infanzia e di disagio psichico, di famiglia ed emancipazione, trascinando il lettore in un seducente labirinto psicanalitico, un vertiginoso viaggio nei recessi nella memoria.

 

Szczepan Twardoch
Il re di Varsavia
Sellerio editore
Trad. di Francesco Annicchiarico
520 pp.

C’era una volta a Varsavia. 1937. A pochi mesi dall’invasione nazista e in un clima politico di crescente dittatura e inconsapevolezza del futuro, si svolge l’ascesa di Jakub Shapiro, ebreo, gran pugile ma anche un assassino al servizio del capomafia della comunità israelitica. La racconta, cinquanta anni dopo, da Tel Aviv dove si era rifugiato in tempo, Moises Inbar, all’epoca diciassettenne, che di Jakub era diventato l’ombra. Da quando Jakub ha ucciso con sanguinaria crudeltà il mite padre di Moises, il ragazzo è una specie di specchio del travolgente criminale, in un rapporto odio-identificazione difficile da decifrare. Del boss avventuroso, il fragile ragazzino ebreo testimonia, ammirato e schifato, gli atti e le passioni di una vita avida, in un continuo di episodi e figure travagliate, ebrei e non ebrei, nessuna delle quali solo comprimaria ma sempre caratterizzata da una propria storia (il capomafia, la tenutaria del bordello, la moglie ebrea borghese, l’amante polacca aristocratica, il fratello sionista idealista, il killer mostruoso con il suo demone, e i molti minori che compongono lo sfondo sociale). Soprattutto Moises avverte del «re di Varsavia» quel «nucleo oscuro» che rende in fondo contraddittorio ogni suo successo. E che preannuncia qualcosa di terribilmente triste e sorprendente.
Il re di Varsavia è un romanzo criminale; è un romanzo storico sulla Varsavia antisemita e capitale dell’ebraismo, divisa tra l’aspirazione a metropoli europea e un autoritarismo provinciale, mentre scivola verso la tragedia; è un romanzo morale, sull’assuefazione alla violenza e su quanta e quale ne è giustificata dalla voglia di rivalsa di chi è oppresso; ed è un romanzo politico, sulle radici della nazione di Israele.

 

Margo Rejmer
Toximia
La Parlesia Editore
Trad. di Francesco Annicchiarico
234 pp.

Durante l’estate più fredda che si sia mai vista, le storie di sei personaggi di Grochów, quartiere di Varsavia, si intrecciano fino a penetrare l’una nell’altra: Ada e suo padre psicopatico; Jan scrittore di necrologi; Lucyna che attende la fine del mondo; Anna, il signor Tadeusz e un amore disperato; Longin tranviere e poeta. Nelle loro vite tutto sembra andare come al solito, cioè malissimo, fino a che un evento non peggiora le cose e porta tutti a un inevitabile epilogo, strampalato e romantico. Il sorprendente esordio di una giovane scrittrice che ha ribaltato il modo tradizionale di scrivere di Varsavia e di alcuni suoi miti.