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International Booker Prize 2020 – I finalisti

Negli anni scorsi, la Polonia è stata la grande protagonista all’International Booker Prize. Per tre anni di fila infatti, il prestigioso premio letterario americano ha visto protagoniste autrici polacche.

Nel 2017 era stato il turno di Wioletta Grzegorzewska, meglio conosciuta come Wioletta Greg, entrata nella prima selezione con il suo romanzo Guguły (Swallowing mercury nella versione inglese tradotta da Eliza Marciniak, Un frutto acerbo la versione italiana, da poco uscita per Bompiani e tradotta da Barbara Delfino).

Nel 2018 e nel 2019 è toccato a Olga Tokarczuk. La prima volta con Bieguni (Flights nell’edizione anglofona tradotta da Jennifer Crofts, I vagabondi è il titolo italiano, traduzione di Barbara Delfino per Bompiani). In quell’occasione, Olga Tokarczuk ha vinto l’International Booker Prize, che le ha aperto la strada per la conquista del Nobel.

L’anno dopo, la Tokarczuk è tornata in short list con Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, riproposto da Bompiani di recente. L’edizione americana, tradotta da Antonia Lloyd Jones, ha sfiorato senza vincere il premio.

Nel 2020, nessun autore polacco in finale, abbiamo una selezione che troviamo molto interessante. Il mercato delle traduzioni nel mondo anglofono è molto ristretto, e a volte poco rappresentativo, ma proprio per la sua rigida selettività ci può dire qualcosa di interessante su cosa si legge e si leggerà.

Vediamo i sei titoli finalisti di quest’anno, da cui verrà fuori il vincitore dell’International Booker Prize 2020.

The Enlightenment of the Greengage tree di Shokoofeh Azar, edizione anglofona a cura di Europa Editions, traduttore anonimo. Inedito in Italia.

International Booker Prize

Shokofeeh Azar è un’autrice iraniana che oggi vive in Australia da rifugiata politica, riconosciuta a livello internazionale come una delle voci più interessanti della moderna letteratura persiana. Al centro di questo suo romanzo dai tratti molto lirici troviamo il fantasma della tredicenne Bahar, che si muove nell’Iran degli anni Ottanta e dell’immediato post-rivoluzione islamica, e racconta la storia della sua famiglia che abbandona Teheran per la provincia, in cerca di libertà e pace lontano dal fuoco della rivoluzione. Una storia che mette inesorabilmente a confronto la grande e antica ricchezza culturale persiana con la brutalità di un regime oppressivo.

The adventures of China Iron di Gabriela Cabezón Cámara, edizione anglofona a cura di Charco Press, tradotto da Mackintosh e Iona Macintyre. Inedito in Italia

International Booker Prize 2

“Un libro che rivoluziona tutti i generi”, così lo ha definito il New York Times. Questo romanzo argentino, del resto, ha tutti gli elementi per meritarsi una definizione del genere. È la storia di China Iron, moglie abbandonata del leggendario gaucho Martín Fierro, eroe dell’omonimo poema epico argentino del XIX secolo. Da orfana ferita e arrabbiata della cultura gauchista, China incontra una donna scozzese di nome Liz, che diventa la sua amante, e con la quale intraprende un viaggio in lungo e in largo per l’Argentina per arrivare a trovare il suo posto nel mondo in una comune pacifista di indigeni lontano dalle città. Un romanzo che ribalta l’epos argentino dei gauchos con una prospettiva femminista e post-coloniale che ha fatto molto discutere in Argentina.

Tyll di Daniel Kehlmann, edizione anglofona a cura di Riverrun, traduzione di Ross Benjamin. Edizione italiana a cura di Feltrinelli editore, traduzione di Monica Pessetti

International Booker Prize 4

Kehlmann è un autore piuttosto noto in Italia, Tyll è il quinto romanzo che Feltrinelli ha reso disponibile al nostro pubblico. Rivista Studio l’ha segnalato tra i migliori titoli del 2019. Il Tyll del titolo è il giullare Tyll Ulenspiegel, semi-leggendario personaggio della tradizione popolare fiamminga. Kehlmann lo rende protagonista di una scapestrata avventura alle corti di molti regnanti dell’Europa della controriforma, mettendolo a confronto con piccole e grandi ottusità, scontri, capricci e un caravanserraglio di personaggi pittoreschi e regnanti affettati contro i quali Tyll sfoga la sua giullare irriverenza.

Stagione di uragani di Fernanda Melchor, edizione anglofona a cura di Fitzcarraldo Editions, traduzione di Sophie Hughes. Edizione italiana a cura di Bompiani, traduzione di Pino Carucci

International Booker Prize 3

Romanzo feroce, quello di questa nuova autrice messicana, un titolo che ha conquistato i lettori britannici e americani, ma anche quelli italiani. Siamo in un piccolo centro del Messico, lontano dalle grandi città. Una donna viene trovata uccisa e le circostanze sembrano misteriose. La donna in questione è nota tra i suoi compaesani come La Strega, e tutti la conoscono perché aiuta ad abortire le prostitute che lavorano in prossimità della vicina raffineria di petrolio. Ne esce un ritratto sociale della vita claustrofobica e invalicabile della provincia messicana sorretto da machismo, violenza, corruzione e persino incesti.

L’isola dei senza memoria di Yoko Ogawa, edizione anglofona a cura di Harvill Secker, traduzione di Stephen Snyder. Edizione italiana a cura di Il saggiatore, traduzione di Laura Testaverde

International Booker Prize 5

Romanzo dalla storia editoriale piuttosto curiosa: uscito in Giappone nel 1994 e arrivato in Italia nel 2018, oggi corre per l’International Booker Prize. Sull’isola dei senza memoria, gli abitanti smettono letteralmente di ricordare i nomi degli oggetti, le loro funzioni, gli animali e i fiori e nulla ha più senso. Dimenticare diventa un imperativo politico, così viene istituito uno speciale corpo di polizia per evitare che chiunque abbia dei ricordi. Una scrittrice e il suo editore, gli unici che tentano di resistere all’oblio con la scrittura, vengono perseguitati. Una distopia moderna dai tratti classici e scritta con grande sapienza.

Il disagio della sera, di Marieke Lucas Rjineved, edizione anglofona a cura di Gray Wolf Press, traduzione di Michele Hutchison. Edizione italiana a cura di Nutrimenti edizioni, traduzione di Stefano Musilli

Il caso letterario dei Paesi Bassi ha il volto e il nome di Marieke Lucas Rijneveld, giovane leva (classe 1991) della letteratura nederlandese. Protagonista de Il disagio della sera è il piccolo Jas, uno dei tre figli dei Mulder, famiglia di contadini che vive tranquilla non lontana da un grande lago. La vita familiare viene travolta dalle tenebre quando muore tragicamente uno dei fratelli di Jas e la casa si riempie di evocazioni buie, dolore e di una presentissima assenza. Con i genitori che non reggono la tensione, Jas e la sorella Hanna si nascondono in sé stessi per interiorizzare la morte e allo stesso tempo per sfuggirle.

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