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Premio Gdynia

Premio Gdynia 2020 – i vincitori

Nella serata del 29 agosto scorso, i giurati del Premio Gdynia hanno emesso il verdetto e nominato i vincitori, divisi per categorie, di quello che è uno dei principali riconoscimenti letterari in Polonia.

Tra i finalisti c’erano due autori che Nova Books Agency rappresenta per l’Italia, vale a dire Radek Rak con il suo Canzone del cuor di serpente finalista anche al premio Nike e Mikołaj Łoziński con il suo sorprendente Stramer, vincitore del premio come miglior libro del 2019 secondo l’inserto Książki di Gazeta Wyborcza.

I vincitori del premio Gdynia 2020, sezione per sezione.

Saggistica – Urszula Zajączkowska – Patyki, badyle (lett. Bastoncini e rametti) – Ed. Marginesy

Urszula Zajączkowska si avventura nella saggistica con il suo stile da apprezzata poetessa e l’ibrido le riesce alla perfezione, componendo un saggio sulle piante e sulla natura scritto con grazia lirica e approfondimento letterario. Dal punto di vista degli umani, le piante sono solo lo sfondo della nostra vita, un addobbo o una fonte di nutrimento. Non pensiamo a loro come a un ricco mondo di creature indipendenti, incredibilmente sensibili al punto di poter modificare i propri stessi corpi. Non pensiamo nemmeno al fatto che esistano da molto prima che apparisse sulla terra il primo mammifero. Patyki i Badyle è un viaggio umano all’interno del regno vegetale e un dialogo con la loro lingua, espressa in foglie, steli e radici. Originale.

Poesia – Tomasz Bąk – Bailout – Ed. Wojewódzka Biblioteka Publiczna i Centrum Animacji kultury w Poznaniu

L’autore stesso definisce la sua opera “un poema anticapitalista”, un racconto in versi efficace che va dritto al punto disegnando l’assurdità del sistema finanziario. Un tentativo poetico del tutto inedito. Il denaro sembra proprio la parodia maligna del ciclo della vita e del tempo. Bailout non è una vera critica generale alla concezione monetaria, ma un’avventura impetuosa nell’ambiente naturale delle costruzioni linguistiche e simboliche di un sistema che decide della vita di tutti noi.

Narrativa – Dorota Kotas – Pustostany (lett. Sensi di vuoto) – Ed. Niebieska Studnia

Un po’ a sorpresa, il premio per la narrativa è andato al romanzo esordiente della giovanissima Dorota Kotas, classe 1994, promettente scrittrice arrivata dall’editoria indipendente. Si può passare un anno intero senza lavoro mentre la vita è amaramente cara? Questo libro parla di come si viva in una casa con vista sul pianeta terra, di come si possa abitare l’appartamento dei defunti vicini, su come si senta la signora dell’edicola sotto casa mentre ruba le azalee. Un monologo interiore composto in rapidi flash da una donna che soffre le fatiche della vita, ai tempi del tardo capitalismo.

Traduzioni – Piotr Sommer (traduttore), Charles Reznikoff (autore) – Co robisz na naszej ulicy? (lett. Che ci fai qui nella nostra strada?) – Ed. Wojewódzka biblioteka publiczna i centrum animacji kultury w Poznaniu

Nella categoria traduzioni, a cui concorreva anche l’italianista e polonista caro al mondo accademico friulano e milanese Grzegorz Franczak con la sua traduzione polacca di Ungaretti, il premio è andato a Piotr Sommer, esperto traduttore e divulgatore di poesia statunitense contemporanea. Il riconoscimento gli è arrivato per un’antologia di versi del poeta newyorkese di origini russe Charles Reznikoff, uscita per la prima volta trent’anni orsono e ultimamente riscoperta.

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