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Rassegna Stampa

Anna Kańtoch, in un sanatorio sul baltico, una donna si perde al confine fra l’adesso e i ricordi

Raffaella Belletti su Buio di Anna Kańtoch – Alias/Il Manifesto – 10/1/2021

«Anna Kańtoch, finora sconosciuta al pubblico italiano, si inserisce di diritto nella nutrita schiera di scrittrici che sono parte integrante del fermento culturale del suo paese […] capaci di trasformare ogni elemento della realtà nel frammento di un universo dilatato».

 

La vita inaugurata da un atto sacrilego

Luca Bernardini su Il re di Varsavia (Sellerio, 2020) – Alias/Il Manifesto – 10/1/2021

«Quella narrata da Twardoch non è un’epopea, bensì la saga di una città nella città, scomparsa insieme ai suoi abitanti, e tuttavia degna di essere rappresentata nella sua contrapposizione – spesso vincente – alla città egemone.

 

Chiamatelo pure fantasy, se volete

Intervista di Andrea Carria ad Anna Kańtoch, autrice di Buio (Carbonio, 2020) – Lo specchio di Eco – 9/1/2021

«Mi sono resa conto che non volevo più essere solo una scrittrice di fantasy. O perlomeno non di fantasy puro, ma di qualcosa di ibrido […] Devo dire che questo mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo: ero finalmente libera dalla dittatura del finale».

 

Il buio che illumina i fantasmi

Intervista di Barbara Romagnoli ad Anna Kańtoch, autrice di Buio (Carbonio, 2020) – La Bottega del Barbieri – 16/12/2020

«L’estraneità che la protagonista sente nei confronti del mondo la rende forte, nutrire dubbi fa sì che non si senta del tutto smarrita…»

 

Frammenti sparsi di un’adolescenza negata: Buio di Anna Kańtoch

Andrea Carria su Buio di Anna Kańtoch – Lo Specchio di Ego – 15/12/2020

«Un’opera come Buio ha molto da svelare e ogni lettore, sulla scorta della propria sensibilità e delle proprie esperienze, è destinato a ricostruirlo in tanti modi, tutti diversi.»

 

 

A Buio hanno ucciso una donna e un cerbiatto. E dopo vent’anni i loro cuori battono ancora

Barbara Baraldi su Buio di Anna Kańtoch – Tuttolibri/La Stampa – 12/12/2020

«Leggere Buio significa procedere a tentoni attraverso i sentieri tortuosi della coscienza umana, in un labirinto oscuro dove l’unica guida è la memoria frammentata di una donna senza nome.»

 

Buio, il labirinto (fin troppo) misterioso di Anna Kańtoch

Angela Marino su Buio di Anna Kańtoch – Il rifugio dell’ircocervo – 07/12/2020

«La protagonista tratteggia l’immagine di se stessa bambina, rivedendosi come una creatura vitale, fantasiosa, allo stesso tempo inerme e ribelle nei confronti delle costrizioni sociali.»

 

Gangster Story a Varsavia

Susanna Nirenstein su Il re di Varsavia (Sellerio, 2020) – Robinson/La Repubblica – 14/11/2020

«Una città stracolma di sinagoghe, ladri, prostitute, furfanti che qui appare a volte come una sequenza di “Quei bravi ragazzi” di Scorsese.»

 

 

Buio
Gabriele Ottaviani su Buio di Anna Kańtoch (Carbonio, 2020) – Convenzionali – 6/11/2020

«Non è solo quello che ha nella mente, il buco nero del passato che cerca di dimenticare fin sotto il livello della coscienza e della consapevolezza piena e che la conduce, lei che non ha nome né nessuno, a parte il fratello maggiore, che l’accompagna dal sanatorio sulle sponde del mar Baltico da cui, nell’anno del Signore millenovecentotrentacinque, è stata finalmente dimessa, a Varsavia, con la speranza di ricominciare.»